Imparare a leggere l'etichetta: la data di scadenza
16 APRILE 2020

Il Regolamento Europeo n. 1169/2011 chiarisce i tempi di scadenza facendo un’importante distinzione tra le diciture “DA CONSUMARSI PREFERIBILMENTE ENTRO…” e “DA CONSUMARSI ENTRO…”

Nel primo caso si parla di TERMINE MINIMO DI CONSERVAZIONE (TMC), ovvero la data entro la quale il prodotto conserva le sue proprietà organolettiche (ad esempio la croccantezza o la morbidezza), se conservato adeguatamente. Dopo la data riportata in etichetta, quindi, il prodotto non diventa dannoso per la salute, possono però alterarsi alcune sue caratteristiche (ad esempio rammollirsi o perdere umidità).

La dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” oppure “da consumarsi preferibilmente entro la fine” è sempre seguita dalla data o dall’indicazione del punto della confezione in cui trovare il riferimento temporale.

La DATA DI SCADENZA è sempre anticipata dalla dicitura “da consumarsi entro”, seguita dalla data stessa o dalla menzione del punto della confezione in cui figura. È tipica di tutti i prodotti freschi confezionati e facilmente deperibili (carni fresche, prodotti della pesca, latte e derivati freschi, pasta e derivati freschi, ecc.).

Questa dicitura serve a dare un chiaro avvertimento: il prodotto che supera la data indicata, oltre a perdere le sue caratteristiche organolettiche, rischia di essere dannoso per la salute del consumatore.

Nonostante la nostra attenzione, a volte possiamo dimenticarci di aver acquistato alcuni prodotti e di ritrovarli, in frigo o in dispensa, già scaduti. Che fare allora? Buttarli?

Prima di tutto, sono da valutare i termini scritti per la scadenza: se la data indicava il giorno prima, o al massimo 2, non dobbiamo aver paura. È importante, poi, anche la valutazione dello stato del prodotto.

Se, ad esempio, aprendo uno yogurt scaduto da 2 giorni, sentite un cattivo odore, o se il vasetto si presenta leggermente gonfio, allora in quel caso è bene evitare il consumo e buttare via il tutto. Se invece lo stato del prodotto è buono e non ci sono odori, possiamo consumarlo tranquillamente.

Ci sono poi dei prodotti esenti da queste diciture, come frutta e verdura (a meno che non si presentino tagliate o imbustate), il sale, lo zucchero solido, l’aceto, i prodotti da banco forno, prodotti come affettati e salumi da banco, il vino e le bevande alcoliche (con una % alcolica superiore al 10%), le gomme da masticare. In questi casi è il prodotto stesso con il suo profumo, colore e stato generale che ci dirà se è adatto o meno al consumo.

Il mio consiglio, quindi, è quello di porre molta attenzione alle date di scadenza. Tenere la dispensa e il frigorifero sotto controllo fa bene al pianeta e alle nostre tasche: riduce il rischio per la nostra salute oltre agli sprechi alimentari.

La vostra Nutrizionista
Dott.ssa Giulia Martin


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